François Cevert
  • Pagine: 250
  • Formato: 145x210
  • Prezzo: € 18
  • Anno: 2016
  • ISBN-13: 978-88-97173-77-9
  • Pagine: 250
  • Formato: 145x210
  • Prezzo: € 18
  • Anno: 2016
  • ISBN-13: 978-88-97173-77-9

la storia dell'affascinante pilota di Formula !

" La morte nel mio destino "

Autore: François Cevert

Trama

François Cevert, nato a Parigi nel 1944, deceduto nel circuito di Watkins Glen nel 1973, è stato un pilota di Formula 1. La sua stagione è iniziata nel 1966 vincendo il prestigioso Volanr Shell, battendo Patrick Depailler. L'anno dopo entra nel team Tecno. Dopo una Stagione in Formula 2, nel 1970 entra in Formula 1 con la Tyrrell grazie a Jackie Stewart di cui diverrà grande amico. Resta con la Tyrrell e si trova a lottare contro Ronnie Peterson. Famoso per il suo fascino, finisce spesso sulle cronache mondane e si sposta guidando personalmente un piccolo aereo Piper. Muore tragicamente il 6 ottobre 1973 nel circuito di Watkins Glen, davanti agli occhi di Jackie Stewart, al punto che questi sarà tentato di lasciare il mondo dell'automobilismo.


Edizione originale: Flammarion
Traduzione a cura di: Rossella Franceschini

François Cevert
  • Pagine: 250
  • Formato: 145x210
  • Prezzo: € 18
  • Anno: 2016
  • ISBN-13: 978-88-97173-77-9
  • Pagine: 250
  • Formato: 145x210
  • Prezzo: € 18
  • Anno: 2016
  • ISBN-13: 978-88-97173-77-9

Curiosità sull'autore

Ignote le cause dell'incidente: alcuni, tra i quali Niki Lauda anni dopo nel suo libro "Io e La Corsa", parlarono di un insidioso avvallamento sull'asfalto su cui François sarebbe passato per una traiettoria eccessivamente aggressiva a bordo pista; chi di malore del pilota per l'essere salito in macchina dopo una crisi di vomito (e vomito fu infatti repertato nel cappuccio ignifugo e sulla visiera in sede di autopsia); altri attribuirono la responsabilità ai postumi della ferita alla caviglia riportata due settimane prima ed in effetti il francese sfoggiava ai box una vistosa bendatura. Per il compagno Stewart invece, semplicemente e contro il suo consiglio, il francese avrebbe affrontato le "Esse" in terza marcia ad elevato numero di giri col risultato di avere una vettura più pronta ma nervosa ed incontrollabile in caso di difficoltà. Lo scozzese anzi aggiunse che dopo l'incidente, quando risalì in vettura per affrontare la quarta ed ultima sessione di prove, staccando tra l'altro il settimo tempo, ebbe anch'egli delle difficoltà alle "Esse" ma riuscì a tenere in strada la vettura in quanto la quarta marcia gli permise un controllo molto più morbido e facile.